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GIARDINO ZEN: STORIA E CARATTERISTICHE

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GIARDINO ZEN: INTRODUZIONE

Il giardino zen è l’esempio perfetto della fusione fra la filosofia orientale e l’arte del giardinaggio, costituendo un luogo di meditazione e riflessione interiore, sia mentre lo si realizza che una volta terminato e curato in ogni particolare.

La cultura orientale sta facendo breccia nei cuori e nelle menti delle persone, in virtù del fatto di aiutare l’essere umano a prendersi maggior cura di sé stessi, meditando ma soprattutto trovando il tempo per rilassarsi.

Il karesansui  è una tipologia di giardino giapponese e vuol dire letteralmente “natura secca“, dove la parola usata per “natura” è sansui (“montagne e acqua”) che compare all’interno del trattato di giardinaggio Sakuteiki scritto nell’XI secolo. In lingua italiana è indicato anche come giardino secco o, impropriamente, giardino zen.

Caratteristico del karesansui è l’assenza dell’acqua, ovvero uno dei quattro elementi base del giardino giapponese insieme alle rocce, alla crescita delle piante e agli elementi del paesaggio. Infatti, anche i giardini in cui è presente una ricca vegetazione, ma non scorre acqua, sono comunque considerati karesansui.

Solitamente vengono usati sassi, ghiaia o sabbia per rappresentare corsi d’acqua o stagni al posto di usare l’acqua stessa, ad esempio allestendo distese di ghiaia bianca modellata per simulare le onde e affiancate da ponti o altre strutture tipicamente legate all’acqua.

STORIA

I karesansui erano presenti all’interno dei palazzi nobiliari in forma latente, nel senso che non erano stati ancora codificati come spazi a sé stanti, ma inseriti in contesti più ampi che contenevano anche acqua. Il karesansui era quindi una delle svariate porzioni di un giardino e non un giardino in sé. I karesansui sono nati all’interno dei palazzi nobiliari shindenzukuri di Kyoto del Periodo Heian (794-1185)

L’elevazione del karesansui a modello indipendente di giardino è stata raggiunta all’interno dei monasteri del buddhismo zen durante il Periodo Muromachi (1336-1573), dove erano intesi come rappresentazione astratta della realtà. I monaci zen hanno portato avanti lo sviluppo concettuale sia del senso sia dello spazio dei karesansui, esplorandone le possibilità espressive e trasformandolo in modello filosofico di visione del mondo.

Il successo sia in campo laico sia in campo religioso del karesansui è dovuto anche al fatto che elimina una delle necessità base dei giardini giapponesi, ovvero avere una fonte di approvvigionamento idrico. Grazie a questa tipologia di giardino è stato possibile costruire aree verdi in aree dove l’acqua era scarsa o quasi del tutto assente.

Il concetto di “giardino zen”, con cui spesso si identificano i karesansui, viene considerato un falso storico da molti importanti esperti di giardini giapponesi e di buddhismo. Essi sostengono che si tratta di una creazione occidentale del XX secolo, che non ha niente a che fare con la tradizione del giardinaggio giapponese.

L’estetica del karesansui infatti non è unica dei giardini dei templi zen, ma è storicamente presente nell’ambito di residenze e locali commerciali. Al contempo, i giardini attorno ai templi zen possono avere molti stili differenti, e i giardini secchi sono solo uno di questi.

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ORIGINE DEL TERMINE

Il termine “giardino zen” apparve per la prima volta nel libro del 1935 di Loraine Kuck intitolato “One Hundred Kyoto Gardens”, mentre il primo uso del termine apparve su stampa nel 1958. Ciò può implicare che qualche studioso giapponese possa aver semplicemente seguito l’uso occidentale, adottando il concetto in voga di “giardino zen” perché già utilizzato e comune fra gli stranieri.

Il libro Themes, Scenes & Taste in the History of Japanese Garden Art di Wybe Kuitert, pubblicato nel 1988, contesta fortemente la correlazione fra Zen e karesansui:

«Kuck confonde la sua interpretazione del “giardino zen” storicamente determinata, con un antico giardino appartenente a una cultura completamente diversa. Questo falsa la sua interpretazione. [Il giardino medievale] trovava la sua collocazione nei templi zen e nelle residenze dei guerrieri perché ne aumentava il prestigio culturale. Che la sua valutazione fosse determinata da elementi religiosi, piuttosto che di forma è discutibile.»

CARATTERISTICHE DI UN GIARDINO ZEN

Pace, armonia e bellezza: sono questi i tre elementi fondamentali che caratterizzano l’arte del giardino giapponese zen, nato dalla tradizione orientale del giardinaggio giapponese.

Innanzitutto un giardino zen dovrebbe essere minimale. La sua caratteristica principale è quella di essere un ambiente che favorisce la meditazione, immerso nella natura e nella semplicità.

Ovviamente ogni paese ha le sue tradizioni e i propri stili, anche e sopratutto architettonici i quali dipendono in gran parte dalla mentalità della cultura di cui fanno parte. I giardini orientali nel loro estremo fascino ed incanto sono generalmente asimmetrici e composti da elementi a numero dispari, una curiosità è proprio questa, si cerca di inserire oggetti che possano nella loro composizione formare delle figure triangolari.

In seguito vedremo come fare un giardino zen ma prima vediamo che esistono degli elementi comuni che possiamo ritrovare seppur con qualche differenza in ognuno di essi:

  • Il nantei innanzitutto viene definito come giardino sud, differente e strutturato in modo diverso a seconda del luogo;
  • La shoin, sala di scrittura, estremamente tipica dell’architettura giapponese, che ritroviamo in diversi edifici;
  • La hōjō è invece la stanza dell’abate, accompagnata generalmente da un piccolo cortile;
  • Il kokoro è il cuore del giardino zen, lì dove è racchiusa la massima essenza.

Ovviamente questi elementi fanno parte di un più ampio spazio architettonico e di meditazione.

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ELEMENTI ESSENZIALI DEL GIARDINO ZEN

I giardini Zen hanno degli elementi essenziali imprescindibili che non possono mancare. Prima di vedere quali sono ricordiamo ancora una volta che gli elementi essenziali sono anche e solo elementi naturali.

Tra questi troviamo la sabbia e le pietre il cui significato si va a contrapporre totalmente a quello dell’acqua.

Gli elementi naturali hanno un significato ben preciso:

  • Le pietre e le rocce stanno a rappresentare la stabilità, sinonimo di pace interiore nell’individuo che può essere raggiunta solo tramite una profonda riflessione sulla propria persona e tramite un’attenta meditazione;
  • L’acqua invece rappresenta nella sua semplicità e mutevolezza tutto ciò che nel mondo è instabile e mobile;
  • Infine, attraverso la coltivazione delle piante ci si prende cura della propria anima. Le piante più comuni sono felce e muschio.

Nessuno di essi ha una mera funzione estetica, tutto ha un significato a volte criptico la cui spiegazione viene lasciata alla libera interpretazione. Ognuno può vedere in essi un significato differente per trovare le risposte che cerca e che lo possano condurre allo zen.

In alcuni giardini è possibile però trovare dell’acqua, si tratta di luoghi speciali e non comuni in cui la spiritualità e la fede è nella sua forma più forte. Uno in particolare, il più simbolico, il Shinden-zukuri, un giardino dalle origini antichissime.

Diverso da tutti gli altri perché al suo interno è prevista una vasta quantità di acqua, generalmente un lago o uno stagno di dimensioni modeste. Rispetto agli altri è il più importante proprio perché esso rappresenta e viene costruito in nome di Buddha, non è difficile infatti, trovare al suo interno diverse statue che rappresentano la divinità.

COME PROGETTARE UN GIARDINO ZEN

La creazione di un giardino zen non è molto semplice ma è possibile seguendo qualche regola riuscire a crearne uno che lo ricordi molto. Premettiamo che si tratta di luoghi spirituali, certe sensazioni e significati è impossibile replicarli, si può però aspirare a creare un giardino giapponese dove rilassarsi nella massima tranquillità.

Occorre seguire determinate indicazioni per creare un’oasi perfetta che riesca a conciliare giardinaggio e meditazione, quasi come i monaci buddhisti. Un ambiente di questo genere può essere utile per avvicinarsi alla filosofia zen e riuscire a ritrovare la pace interiore costruendosi un piccolo angolo di paradiso personale.

Prima di tutto occorre ideare e progettare un Giardino Zen e in secondo luogo inserire tutti gli elementi da giardino zen, tipici ed indispensabili.

  1. Per cominciare occorre munirsi di rocce poco lavorate, in numero dispari. Ricorda che la disparità e l’asimmetria sono fondamentali anche per conferire al tutto un aspetto naturale;
  2. Occorrerà creare una sorta di piccolo sentiero la cui uscita dovrebbe non essere visibile dall’entrata;
  3. Si sceglieranno delle piante sempreverdi affinché il giardino non ne risenta durante l’inverno. Generalmente si scelgono piante femminili, da fiori, simbolo di bellezza e fragilità da inserire sul sentiero. Le piante maschili, più basse delle prime, andrebbero collocate all’entrata dal giardino, generalmente costituite da foglie caduche affinché il visitatore si inchini dinnanzi al giardino giapponese;
  4. Non possono mancare ovviamente le distese di sabbia che possono essere recintate per mantenerle al proprio posto. Capiamo che realizzare un giardino zen a grandezza naturale può essere molto impegnativo e dispendioso ma esistono dei piccoli giardini zen da tavolo.

Realizzare un giardino zen può essere una soluzione per creare un piccolo momento di relax. Molti di essi sono per lo più temporanei, si possono quindi cambiarne le forme e mutarne l’aspetto in ogni momento.

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CREARE UN GIARDINO ZEN: I CONSIGLI DI VALERIA

Pietre, acqua, sabbia, ghiaia e altri elementi materici possono ricreare colline, mari, laghi e fiumi. Oppure possono aiutare l’osservatore a transitare da un piano all’altro della composizione.

Quando si crea un paesaggio zen bisogna lasciarsi alle spalle l’idea classica di giardino a cui ci ha abituati la cultura occidentale.

Ogni singola pianta, ogni sasso, ogni granello di sabbia ha una funzione precisa e risponde ad un ordine e una simbologia predeterminata. Non c’è spazio per frivolezze, fronzoli o caos. La ‘casualità’ con la quale spesso si realizzano i giardini classici deve essere abbandonata. L’idea è quella di conferire equilibrio e armonia con uno stile minimalista ed una cura del dettaglio quasi maniacale.

Per tutti questi motivi è consigliabile progettare ogni spazio prima ancora di avventurarsi nella scelta delle piante o nella preparazione del terreno. Che si tratti di un bonsai, di un ciottolo o di una statuina, tutto deve essere pianificato senza margine di errore.

L’obiettivo? Creare un ambiente ‘aperto’, ma al tempo stesso ‘chiuso’, che dia a chi vi entra l’impressione di trovarsi in uno spazio senza confini.

Si potrà altresì collocare un ponticello, alcune lanterne giapponesi ed una statua di Buddha, pochi essenziali elementi che guidino ciascuno alla riscoperta della semplicità.

SABBIA E ROCCE

Partendo da un modello base, occorre procurarsi sabbia e ghiaia in quantità, preferibilmente di colore bianco in modo che rifletta la luce del sole. Mediante un classico rastrello da giardino, si potrà lavorare e curare la sistemazione della sabbia, passandola dolcemente e disegnando le forme geometriche, che richiameranno alla mente il movimento del mare, quindi le sue onde.

Invece, le rocce richiamano alla mente le montagne. Se quelle dalle dimensioni maggiori andranno poste negli angoli, con il lato maggiore verso l’alto, le rocce più tondeggianti saranno poste sul perimetro o in prossimità del laghetto o fontana, qualora lo spazio lo consenta.

Le pietre piatte verranno poste sul terreno per realizzare il cammino, verso la zona con acqua o verso l’uscita dal giardino stesso mentre muschi o piccole piante saranno l’abbellimento.

Infine, una panca in legno, accogliente per due persone, sarà un complemento ideale, mentre piccole candele negli appositi vasi permetteranno di visitare il giardino zen nelle ore serali, per l’ultima meditazione del giorno. Oppure, creata impilando in maniera ordinata le pietre e poggiando una lastra sopra, si otterrà una seduta ancora più caratteristica.

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SCELTA DELLE PIANTE

La scelta delle piante è uno dei passaggi fondamentali dopo la progettazione degli spazi. Ad esempio, nel giardino zen non si inseriscono quasi mai alberi ad alto fusto per evitare contrasti e asimmetrie troppo evidenti.

Meglio piante piccole, di dimensioni contenute e gestibili con semplici potature. Infatti, la funzione delle piante non è decorativa ma simbolica: servono per connettere natura e uomo in un universo in continuo divenire.

In generale si prediligono specie sempreverdi, con fioriture durature e a sviluppo vegetativo regolare. I bonsai sono sicuramente protagonisti del giardino giapponese zen, assieme agli aceri, il bambù, le canne e i ginepri. I fiori, invece, sono pochi, in generale camelie, rododendri oppure azalee.

PIANTE A FOGLIA CADUCA

Tra le poche specie a foglia caduca ammesse, molto apprezzato è il ginkgo biloba. Si tratta di una specie molto antica, quasi estinta, che si caratterizza per le grandi foglie lobate. Anche il salice piangente è largamente utilizzato per via della chioma ornamentale che si muove sinuosa ad ogni brezza leggera.

L’acero è un altro protagonista di questo giardino, in particolare l’Acer palmatum usato anche per la realizzazione di bonsai.

Infine, tra le piante sempreverdi con funzione ornamentale, troviamo la Fatsia japonica, dal fogliame variegato di forma palmata, che durante l’autunno regala infiorescenze e bacche di grande impatto.

PIANTE SEMPREVERDI

Molto utilizzata è anche la zelkova, il lithocarpus, il chamaecyparis obtusa, il cedro e l’abete. Tra le tante, il bambù è molto utilizzato per creare piccoli gruppetti  in zone diverse del giardino, così come la canna comune.

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STILE

Oltre alla qualità delle piante, si deve tenere conto anche della quantità, infatti, esse non devono essere troppe perché creerebbero caos e disordine. Lo stile deve essere sempre minimalista e armonico ed evitare che si generi confusione.

PRATO

Da sottolineare il fatto che il prato è composto da muschio e non erba, infatti il manto verde serve ad addolcire le forme e a creare morbide linee di un bel verde intenso che non degrada durante l’anno.

INGRESSO

Secondo la simbologia orientale, all’ingresso devono essere collocate le piante di carattere maschile, vale a dire Pinus pentaphylla e Taxus che spesso intrecciate in modo da formare un arco.

STRUMENTI

Lo strumento-simbolo con cui si cura il giardino giapponese è il rastrello che serve a creare linee, giochi prospettici e forme armoniose. Ogni linea tracciata nella sabbia ha un significato e rappresenta un percorso da un piano della realtà all’altro.

La contemplazione è l’altro pilastro alla base della filosofia che ispira da secoli l’arte legata a questo tipo di composizioni.

Oltre al Karesansui si possono creare dei giardini con piante sempreverdi o caduche in spazi esterni più o meno ampi. L’importante è osservare alcune regole e scegliere secondo la giusta simbologia tutti gli elementi che comporranno il giardino.

PREZZO

Realizzare un giardino zen è un’opzione sicuramente economica rispetto ai tradizionali spazi verdi. Il prezzo finale dipende ovviamente dalle dimensioni che si vogliono realizzare e dagli elementi che si desidera inserire.

In termini di quantità, il prezzo di listino per sabbia e ghiaia si aggira, rispettivamente, intorno a €10 al metro cubo e €15 al metro cubo.

Infine, il muschio, se acquistato in un negozio di giardinaggio, ha un costo di circa 2,80 euro per un sacchetto di 100 grammi. Invece, rocce e sassi sono facilmente trovabili nei boschi, in mezzo alla Natura, potendo scegliere le forme e le dimensioni a piacimento vicino ai greti dei torrenti, dove la forza dell’acqua li leviga perfettamente.

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5 MOTIVI PER CUI TUTTI DOVREBBERO AVERE UN GIARDINO ZEN

In definitiva, esistono diversi motivi per cui bisognerebbe avere un giardino zen, non solo estetici o decorativi. Questo tipo di giardini ha una tradizione millenaria e sono stati alla base della nascita di molte filosofie, specialmente orientali; proveremo qui a elencare le varie ragioni che hanno portato i karesansui a una diffusione cosi capillare, andando oltre i confini dell’estremo oriente:

  1. Alleviare lo stress: sistemando sistematicamente le pietre, i cristalli e delineare la sabbia, puoi infondere un profondo senso di rilassamento. Infatti, concentrarsi sui movimenti ripetitivi calma la mente e consente di sperimentare veramente il momento presente, piuttosto che preoccuparsi del passato o del futuro;
  2. Giardino per la meditazione: meditare con un Giardino Zen può aiutarci a ottenere una prospettiva più ampia e a vedere oltre ciò che ci sta di fronte. Posizionatevi davanti al vostro Giardino Zen e svuotate la mente dai pensieri opprimenti e rilasciate ogni tensione;
  3. Il primo concetto di base è quello denominato Kanso o “semplicità“, mentre un altro concetto è quello di Fukinsei o “asimmetria“, “irregolarità“. C’è bellezza nelle cose che sono irregolari, non perfette, infatti il famoso “cerchio Zen è dipinto come un cerchio incompleto per simboleggiare che l’imperfezione è una parte della vita;
  4. per migliorare la creatività: E’ possibile usare un Giardino Zen per stimolare la creatività o per esercitarsi a vedere le cose da molti punti di vista. Posizionarlo in un punto visibile della propria casa può aiutarci a trovare una nuova prospettiva o risolvere un problema che ci affligge;
  5. Infine, per aumentare la disciplina: Lavorare con un Giardino Zen e praticare la meditazione può aiutare a migliorare la concentrazione e la pazienza mentre altri studi hanno dimostrato che la meditazione può migliorare l’attenzione e la concentrazione in modo significativo dopo un paio di settimane di pratica.
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In una società cosi veloce ed in continuo mutamento, cosa c’è di meglio di un luogo di pace e relax in cui poter scaricare le energie negative della giornata come un giardino Zen?

Inoltre, il Giardino Zen è perfetto per soddisfare i principi della filosofia Feng-shui, dato che è uno spazio semplice e minimale e nel quale è possibile meditare ritrovando tranquillità e calma.

Dunque, non esitare a lasciare un commento alla fine dell’articolo se hai dubbi su come creare un giardino Zen da zero o se vuoi saperne di più riguardo i suoi incredibili poteri benefici!

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